
La Legge Finanziaria 2024 ha introdotto un importante cambiamento nel panorama assicurativo italiano, imponendo a molte imprese l’obbligo di stipulare una polizza contro i rischi catastrofali. Questo provvedimento, contenuto nell’articolo 1, commi 101 e seguenti della legge 30 dicembre 2023, n. 213, rappresenta una svolta significativa nella gestione del rischio aziendale. Le aziende italiane dovranno adeguarsi a questa nuova normativa entro termini ben precisi, proteggendo i propri beni da eventi naturali potenzialmente devastanti. PCA Broker è già al lavoro per ottenere dalle compagnie assicurative le migliori proposte di allineamento per i propri clienti.
Le ultime novità
Il Consiglio dei ministri dell’ultima settimana di marzo 2025 ha deliberato la proroga dei termini per l’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo (inizialmente prevista per il 31 marzo) relativo alle polizze catastrofali, con scadenze differenziate in base alle dimensioni dell’impresa.
Intanto la classificazione delle imprese secondo parametri rinnovati della direttiva UE 2023/2775:
- Microimprese
- Totale dello stato patrimoniale: 450.000 euro (ex 350.000 euro).
- Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 900.000 euro (ex 700.000 euro).
- Numero medio dei dipendenti durante l’esercizio: fino a 10.
- Media imprese (non rientranti nelle categorie precedenti):
- Totale dello stato patrimoniale: 25.000.000 euro (ex 20.000.000).
- Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 50.000.000 euro (ex 40.000.000 euro).
- Numero medio dei dipendenti durante l’esercizio: fino a 250.
- Grandi imprese (superando almeno due dei tre criteri sotto):
- Totale dello stato patrimoniale: oltre 25.000.000 euro (ex 20.000.000 euro).
- Ricevi netti delle vendite e delle prestazioni: oltre 50.000.000 euro (ex 40.000.000 euro).
- Numero medio dei dipendenti durante l’esercizio: oltre 250.
Nuove scadenze previste:
- Medie imprese: il termine è posticipato al 1^ ottobre 2025 (in attesa di definizione ufficiale, si prevede il riferimento a imprese con somme assicurate tra 1 e 30 milioni di euro)
- Piccole e micro-imprese: il termine è posticipato al 1^ gennaio 2026 (presumibilmente riferito a somme assicurate inferiori a un milione di euro)
- Grandi imprese: resta confermato il termine del 1^ Aprile 2025, tuttavia, le penalizzazioni saranno applicate solo a partire da 90 giorni dopo tale data.
I soggetti obbligati
La normativa si rivolge a un ampio spettro di realtà aziendali operanti sul territorio italiano. Nello specifico, l’obbligo assicurativo riguarda tutte le imprese con sede legale in Italia e quelle che, pur avendo sede legale all’estero, mantengono una stabile organizzazione nel nostro paese. La condizione fondamentale è l’iscrizione nel Registro Imprese, come previsto dall’articolo 2188 del Codice Civile. Vale la pena sottolineare un’importante eccezione: gli Imprenditori Agricoli, così come definiti dall’articolo 2135 del Codice Civile, sono esclusi da questo obbligo mentre le imprese operanti nei settori della pesca e dell’acquacoltura, possono attendere almeno fino al 31 dicembre 2025.
Gli eventi coperti dalla polizza e i beni da assicurare
La normativa identifica con chiarezza quali eventi catastrofali debbano essere coperti dall’assicurazione obbligatoria. Si tratta di calamità naturali che possono provocare danni ingenti alle strutture aziendali: sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Questi fenomeni, sempre più frequenti anche su un territorio complessivamente “fragile” come quello italiano possono determinare danni diretti enormi alle imprese, compromettendone la continuità aziendale. La polizza “CatNat” mira proprio a garantire alle aziende la possibilità di ripristinare rapidamente la propria attività in seguito a eventi di questo tipo, limitando l’impatto economico delle calamità naturali sul tessuto produttivo nazionale. La legge è molto specifica riguardo ai beni che devono essere coperti dall’assicurazione obbligatoria. Si tratta degli asset iscritti nella sezione ATTIVO dello Stato Patrimoniale alla voce B II del Bilancio, ovvero: terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali. Questi rappresentano generalmente gli investimenti più significativi per un’impresa in termini di capitale immobilizzato e sono essenziali per la continuità operativa. La loro protezione attraverso un’adeguata copertura assicurativa permetterà di salvaguardare il patrimonio aziendale anche a seguito di eventi catastrofali di grande portata.
Le conseguenze della mancata assicurazione
Il legislatore ha previsto conseguenze significative per le imprese che non si conformeranno all’obbligo assicurativo. L’inadempimento verrà infatti considerato dalla Pubblica Amministrazione nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche in generale. Ciò significa che non rispettare l’obbligo potrebbe compromettere l’accesso a fondi pubblici di qualsiasi natura, non limitatamente a quelli previsti in occasione di eventi calamitosi. Questa disposizione rappresenta un forte incentivo (ancorchè coercitivo) all’adeguamento, poiché il non ottemperato potrebbe comportare l’esclusione da importanti opportunità di finanziamento pubblico, fondamentali per molte realtà imprenditoriali.
Il ruolo di PCA Broker
PCA Broker si sta già attivando proattivamente per supportare i propri clienti in questa fase di transizione, essendo in contatto con tutte le compagnie assicurative coinvolte nella riforma, al fine di conoscere in anticipo le procedure e le condizioni di adeguamento delle polizze in portafoglio interessate dalla nuova normativa. Questo approccio proattivo permette ai clienti di PCA di avere un partner informato e preparato, in grado di guidarli verso le soluzioni più vantaggiose per conformarsi all’obbligo nel modo più efficiente possibile, garantendo al contempo una protezione adeguata contro i rischi catastrofali.
Proteggere l’impresa: una necessità, non solo un obbligo
L’introduzione dell’obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali rappresenta senza dubbio un cambiamento significativo per molte imprese italiane. Tuttavia, al di là dell’aspetto normativo, questa novità offre l’opportunità di ripensare la propria strategia di gestione del rischio in modo più completo ed efficace. Dotarsi di adeguate coperture assicurative non è solo un obbligo di legge, ma una scelta strategica fondamentale per garantire la continuità aziendale.
Con il supporto di un broker assicurativo come PCA Broker, le imprese possono trasformare questo adempimento normativo in un’occasione per rafforzare la propria resilienza di fronte alle sfide sempre più complesse del tempo di oggi.
Una Legge chiara quindi?
Non proprio…Se da un lato si identifica chiaramente contro quali eventi tutelarsi, dall’altro, su molti aspetti e casi pratici il Decreto emanato lascia dubbi interpretativi; dubbi che dovrebbero essere chiariti, a beneficio di tutti gli operatori, per meglio ottemperare agli obblighi in maniera intelleggibile, senza lasciar troppo spazio ad interpretazioni partisan che potrebbero creare situazioni di incertezza sia in chi stipula il contratto, sia in coloro che dovrebbero verificarne la bontà e l’aderenza alla norma.
Ci si augura che vengano emesse prossimamente circolari esplicative di chiarimento per fugare i molteplici dubbi interpretativi che si sono creati con una Legge che ancora una volta “parla” la lingua della Politica e non quella della Tecnica Assicurativa.
PCA Broker è in prima linea anche su questo tema, e non mancherà di informarVi se vi fossero accorgimenti legislativi che andassero in tale direzione.